Recensione a cura di Nicoletta Berliri

Devo confessare che ho iniziato a leggere IL BACIO DI VETRO con una certa diffidenza dovuta a ciò che a torto ritenevo una riedizione dei film Scrivimi fermoposta (film del 1940 diretto da Ernst Lubitsch) e C’è posta@ per te (film del 1998 diretto da Nora Ephron con Tom Hanks e Meg Ryan). Invece, no! Il romanzo, invece, si snoda piacevolmente in un felice rimpallo di e-mail tra i protagonisti Luana e Liol che intrecciano una relazione cultural erotica tarlata dai dubbi amletici sulla correttezza morale. Luana, infatti, sa che Liol è sposato e ha un figlio come Liol, d’altra parte, si nasconde colpevolmente alla moglie Anna consapevole che talvolta il vorrei ma non posso è molto più devastante per il rapporto di coppia della classica scappatella di una giornata estiva. Sarà il classico incidente tecnologico, quasi Deus ex machina, a far rinsavire Lu e Liol dalla voglia di avere una relazione extra coniugale anche se in ultimo, il classico escamotage all’Italiana, lascia la porta aperta ad un nuovo romanzo per farne una serie incentrata sulle amicizie di penna via web di cui sia gli autori, sia la sottoscritta, conoscono approfonditamente i meccanismi. Il bacio di vetro è scritto in modo piacevole, senza la pretesa di aprire un nuovo genere letterario ma, proprio per questo, diventa di facile lettura. L’unico appunto da rivolgere ad Adrena e a Oliviero è che in alcuni passaggi leggermente più scabrosi, la loro scrittura si incaglia per mancanza di disinvoltura e per eccesso di inibizione; peccati veniali di una coppia di autori che vogliamo vedere di nuovo alla prova della pagina scritta congiunta.

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